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RIEVOCAZIONE STORICA

FESTA DELLA MADONNA DEI LUMI

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 Pieve Santo Stefano

 Previsto BIGLIETTO

Tema: luminarie, pagliai, accensione Croce al Poggio di Stantino

INFO


Per avere informazioni dettagliate sugli eventi in programma a Pieve e visualizzare la locandina clicca qui

FOTO


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Fuochi D'artificio-min
pagliaio-min
8 Settembre 1951
49

FESTA DELLA MADONNA DEI LUMI, oggi e dal 1631


Sono 386. Trecentottantasei anni che l’8 Settembre, natività della Beata Vergine Maria, Pieve Santo Stefano si raccoglie intorno all’effige miracolosa della sua Madonna dei Lumi, racchiusa nella basilica ad essa consacrata. Così dunque dal 1631. S’era già sulla fine dell’anno 1589, quando un evento soprannaturale aveva scosso Pieve Santo Stefano con grande clamore di popolo : schiere di angeli, con torce accese nelle mani, s’erano viste, nottetempo, recarsi processionalmente dal tempietto del Colledestro fin davanti ad un’Immagine sacra, dipinta nel muro di un’edicola che sorge lungo la strada che porta a Sansepolcro, non lontano dal Ponte Vecchio. Vari devoti che s’erano a Lei raccomandati erano stati già graziati. Rodolfo Cupers, Arciprete di Pieve, istituì pertanto un regolare processo canonico, che autenticava per veri ben venticinque miracoli. Il primo di maggio del 1590, fra un tripudio di popolo, venne posta la prima pietra del grande Santuario che custodirà la portentosa Immagine, da ora venerata sotto il nome di “Madonna dei Lumi“, a ricordo degli angeli portatori di luce. Si giunse dunque al fatidico Agosto del 1631. Un’ ondata terrificante di peste aveva messo in ginocchio l’Europa e l’Italia intera, mietendo centinaia di migliaia di morti: quella stessa narrata dal Manzoni nelle celebrate pagine de’ I Promessi Sposi. A Pieve si manifestò il I agosto 1631, e si protrasse per tre mesi, portando al camposanto ben 128 anime. A Montalone e a Mignano il contagio fu più virulento e perdurò fino a metà dell’anno nuovo. Nel momento più acuto del contagio, il popolo si rivolse, supplice, alla Madonna dei Lumi, chiedendo il miracolo, facendo pubblico e solenne voto, per mano del vicario Piero Strozzi, di celebrare ogni anno la festa della Beatissima Vergine il giorno dell’8 settembre

«con messe e processioni, acciò che Lei interceda per la gratia appresso alla Maestà di Dio e per Sua misericordia si piaccia liberarla dal flagello del contagio»

Ed in poco tempo la peste se n’ uscì dalle mura di Pieve. La Madonna, sentenziò il popolo, “fece la grazia”. Nel settembre dell’anno successivo la comunità ratificò il voto. Nel luglio del 1656

«fu proposto una devotione d’andare processionalmente tutto il popolo il giorno della vigilia della Natività della Madonna Santissima alla Madonna dei Lumi da durare anni dieci»

Non dieci dunque, ma trecentottantasei dal solenne voto del 1631. Non a caso per il pievano l’8 Settembre non è una festa, ma La Festa. Meraviglioso rituale, come ogni anno, in tributo alla Santissima, da cima a fondo, al calar della notte, il paese si riveste di lumi, le case incorniciate da luminarie, i Rioni storici (Ponte Vecchio, Ponte Nuovo, Rialto e Centro Paese) si immergono in racconti di luce sempre più belli. L’alveo pievano del fiume Tevere si accende di altissimi pagliai apotropaici di ginestre infuocate. La Società Filarmonica Ermanno Brazzini si esibisce nel suo tradizionale concerto (già dal 1717 si attesta che «venne scoperta la Sacra Immagine allo sparo dei mortari e a suono di banda»), la ricca Tombola popolare raduna migliaia di persone tra le Piazze Santo Stefano e Fanfani e lo spettacolo pirotecnico (la secolare «bene intesa e costrutta macchina di fuochi artificiali») fa stare a testa in su «una gran folla, ma devotamente anche moltissimi forestieri, oltre le popolazioni limitrofe a questa terra». E poi il Palio dei Lumi, torneo di calcio storico disputato tra i quattro rioni in onore della SS. Vergine e giunto alla sua 40° edizione.
Tutto questo, dopo 386 anni, è la Festa dei Lumi, giorno di gran festa, sante celebrazioni, notte di luci, in cui è più bello e facile riconoscersi pievani.

Diego Dalla Ragione

(Bibliografia: Andrea Franceschetti “La Festa dei Lumi, Libello informativo” – Giovanni Sacchi , “Compendiosa descrizione istorica della terra di Pieve S. Stefano”)

Sono 386. Trecentottantasei anni che l’8 Settembre, natività della Beata Vergine Maria, Pieve Santo Stefano si raccoglie intorno all’effige miracolosa della sua Madonna dei Lumi, racchiusa nella basilica ad essa consacrata. Così dunque dal 1631. S’era già sulla fine dell’anno 1589, quando un evento soprannaturale aveva scosso Pieve Santo Stefano con grande clamore di popolo : schiere di angeli, con torce accese nelle mani, s’erano viste, nottetempo, recarsi processionalmente dal tempietto del Colledestro fin davanti ad un’Immagine sacra, dipinta nel muro di un’edicola che sorge lungo la strada che porta a Sansepolcro, non lontano dal Ponte Vecchio. Vari devoti che s’erano a Lei raccomandati erano stati già graziati. Rodolfo Cupers, Arciprete di Pieve, istituì pertanto un regolare processo canonico, che autenticava per veri ben venticinque miracoli. Il primo di maggio del 1590, fra un tripudio di popolo, venne posta la prima pietra del grande Santuario che custodirà la portentosa Immagine, da ora venerata sotto il nome di “Madonna dei Lumi“, a ricordo degli angeli portatori di luce. Si giunse dunque al fatidico Agosto del 1631. Un’ ondata terrificante di peste aveva messo in ginocchio l’Europa e l’Italia intera, mietendo centinaia di migliaia di morti: quella stessa narrata dal Manzoni nelle celebrate pagine de’ I Promessi Sposi. A Pieve si manifestò il I agosto 1631, e si protrasse per tre mesi, portando al camposanto ben 128 anime. A Montalone e a Mignano il contagio fu più virulento e perdurò fino a metà dell’anno nuovo. Nel momento più acuto del contagio, il popolo si rivolse, supplice, alla Madonna dei Lumi, chiedendo il miracolo, facendo pubblico e solenne voto, per mano del vicario Piero Strozzi, di celebrare ogni anno la festa della Beatissima Vergine il giorno dell’8 settembre

«con messe e processioni, acciò che Lei interceda per la gratia appresso alla Maestà di Dio e per Sua misericordia si piaccia liberarla dal flagello del contagio»

Ed in poco tempo la peste se n’ uscì dalle mura di Pieve. La Madonna, sentenziò il popolo, “fece la grazia”. Nel settembre dell’anno successivo la comunità ratificò il voto. Nel luglio del 1656

«fu proposto una devotione d’andare processionalmente tutto il popolo il giorno della vigilia della Natività della Madonna Santissima alla Madonna dei Lumi da durare anni dieci»

Non dieci dunque, ma trecentottantasei dal solenne voto del 1631. Non a caso per il pievano l’8 Settembre non è una festa, ma La Festa. Meraviglioso rituale, come ogni anno, in tributo alla Santissima, da cima a fondo, al calar della notte, il paese si riveste di lumi, le case incorniciate da luminarie, i Rioni storici (Ponte Vecchio, Ponte Nuovo, Rialto e Centro Paese) si immergono in racconti di luce sempre più belli. L’alveo pievano del fiume Tevere si accende di altissimi pagliai apotropaici di ginestre infuocate. La Società Filarmonica Ermanno Brazzini si esibisce nel suo tradizionale concerto (già dal 1717 si attesta che «venne scoperta la Sacra Immagine allo sparo dei mortari e a suono di banda»), la ricca Tombola popolare raduna migliaia di persone tra le Piazze Santo Stefano e Fanfani e lo spettacolo pirotecnico (la secolare «bene intesa e costrutta macchina di fuochi artificiali») fa stare a testa in su «una gran folla, ma devotamente anche moltissimi forestieri, oltre le popolazioni limitrofe a questa terra». E poi il Palio dei Lumi, torneo di calcio storico disputato tra i quattro rioni in onore della SS. Vergine e giunto alla sua 40° edizione.
Tutto questo, dopo 386 anni, è la Festa dei Lumi, giorno di gran festa, sante celebrazioni, notte di luci, in cui è più bello e facile riconoscersi pievani.

Diego Dalla Ragione

(Bibliografia: Andrea Franceschetti “La Festa dei Lumi, Libello informativo” – Giovanni Sacchi , “Compendiosa descrizione istorica della terra di Pieve S. Stefano”)

Locandina degli eventi in programma a Pieve nel mese di Settembre.

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8 Settembre 1951
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