Palio dei Palio
Palio dei Lumi
RIEVOCAZIONE STORICA

PALIO DEI LUMI

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 Pieve Santo Stefano

 25 Agosto, 27 Agosto e 8 Settembre 2017

 Previsto BIGLIETTO

Tema: Rievocazione Storica, Calcio Storico, Calcio in Costume

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1978

IL PALIO…DAL 1978


“Quali elogi non tributeremo alla gloriosa memoria dei nostri antenati pe aver sì valorosamente difesa la patria dagli assalti di un esercito numeroso che, comandato da un esperto capitano, con replicati tentativi voleva rendersene padrone? Per la piena dilucidazione di un fatto che tanto ci apporta di gloria abbisogna rimontare del tutto alla storia di quei tempi infelicissimi per la bella Italia.”.

Correva l’anno 1521 quando le discordie tra il Sacro Romano Imperatore Carlo V d’Asburgo e Francesco I re di Francia sfociarono in guerra aperta. L’Italia, terreno di scontro tra gli eserciti dei due monarchi, fu messa a ferro e fuoco per quasi quarant’anni.

Nell’autunno del 1526, Carlo V, indignato per l’appoggio del Pontefice alle truppe nemiche, iniziò la propria marcia verso Roma. Con l’intento di conquistare la Città Eterna, l’esercito imperiale venne rinforzato con seimila soldati spagnoli e dodicimila Lanzichenecchi, mercenari tedeschi molto abili nella guerra e tristemente famosi per portare morte, desolazione e saccheggio nei centri in cui transitavano. Questi, partiti da Trento il 12 novembre, trascorsero l’inverno lungo il Po e, giunti a Piacenza il 7 febbraio, si unirono alle truppe imperiali al comando del Conestabile di Borbone. Le milizie proseguirono quindi verso Bologna e giunsero a Santa Sofia il 16 aprile; intenzionati ad avanzare verso Roma lungo il Tevere, valicarono il Carnaio il giorno seguente e devastarono Bagno di Romagna. Il 18 aprile, infine, giunsero a Pieve S. Stefano e la cinsero d’assedio.
Il paese era governato in quel periodo da messer Antonio Castellani, podestà della Repubblica Fiorentina. Non è dato sapere quante truppe egli avesse a disposizione, ma le forze erano per certo enormemente diseguali: mille contro trentamila secondo quanto riportato dalle cronache del tempo. Ciononostante, gli abitanti tutti di Pieve decisero di combattere al fianco dei pochi soldati del presidio, risoluti piuttosto a morire che a incorrere nella medesima sorte dei paesi della Romagna.
L’assedio durò ben cinque giorni (18-23 aprile 1527) e per tre volte i Lanzi cercarono di conquistare il castello. Vista perduta ogni speranza di conquistare la Pieve, gli assedianti tolsero le tende il 23 aprile e si diressero verso Arezzo. Durante il loro passaggio misero a ferro e fuoco i territori di Sansepolcro, Montedoglio, Caprese (a cui bruciarono il castello, luogo natale di Michelangelo) e Montauto. Il 5 maggio, l’esercito imperiale giungeva presso le mura di Roma, che cadde in un sol dì.

“… chi il crederebbe, se non ce lo facessero certo gli storici più accreditati, che la terra di Pieve Santo Stefano, circondata con deboli fortificazioni, situata in posto svantaggioso, non molto popolata resistesse per cinque giorni agli assalti di questo esercito spinto dalla fame, avido della preda e disperato”.

Il popolo pievano, festante, decise che ogni anno si sarebbe disputato un Palio in onore della Madonna, che sicuramente aveva vegliato sul suo popolo fedele.
Ed ecco che, puntualmente, ogni anno dal 1978, l’ultimo venerdì d’agosto Pieve cambia aspetto e le sue piazze rivivono quel glorioso evento. Un Corteggio Storico, composto di cento figuranti in magnifici costumi rinascimentali, si snoda nel Corso e giunge in Piazza S. Stefano; qui, durante la serata, si assiste al sorteggio degli abbinamenti delle squadre che disputeranno il “Palio dei Lumi”.

Il torneo di Calcio in Costume vede affrontarsi i quattro rioni storici del Paese (Ponte Nuovo, Ponte Vecchio, Rialto, Centro Paese) in due semifinali, tradizionalmente disputate l’ultima domenica di agosto presso il Campo dei Lumi; i calcianti delle due squadre vincenti si danno quindi battaglia l’ottavo giorno di settembre, quando il Paese tutto, in festa, accorre per omaggiare i vincitori della medaglia in palio. Massimo onore è riservato al rione che per primo riesce a collezionare tre medaglie: questo si aggiudica infatti l’ambito Palio dedicato alla Madonna dei Lumi.

L’edizione 2017 vedrà i quattro rioni contendersi la quarantesima medaglia, valida per l’assegnazione del nono Palio in onore della Madonna.
I primi appuntamenti sono fissati per venerdì 25 agosto, quando Piazza Santo Stefano farà da suggestivo scenario alla sfilata del Corteo Storico e alla lettura del bando di sfida, e per domenica 27 agosto, con le semifinali del Calcio in Costume. Atto finale venerdì 8 settembre, quando verrà decretato il vincitore della quarantesima edizione del “Palio de li Lumi”.

(Bibliografia: Giovanni Sacchi, “Compendiosa descrizione istorica della terra di Pieve S. Stefano”)

“Quali elogi non tributeremo alla gloriosa memoria dei nostri antenati pe aver sì valorosamente difesa la patria dagli assalti di un esercito numeroso che, comandato da un esperto capitano, con replicati tentativi voleva rendersene padrone? Per la piena dilucidazione di un fatto che tanto ci apporta di gloria abbisogna rimontare del tutto alla storia di quei tempi infelicissimi per la bella Italia.”.

Correva l’anno 1521 quando le discordie tra il Sacro Romano Imperatore Carlo V d’Asburgo e Francesco I re di Francia sfociarono in guerra aperta. L’Italia, terreno di scontro tra gli eserciti dei due monarchi, fu messa a ferro e fuoco per quasi quarant’anni.

Nell’autunno del 1526, Carlo V, indignato per l’appoggio del Pontefice alle truppe nemiche, iniziò la propria marcia verso Roma. Con l’intento di conquistare la Città Eterna, l’esercito imperiale venne rinforzato con seimila soldati spagnoli e dodicimila Lanzichenecchi, mercenari tedeschi molto abili nella guerra e tristemente famosi per portare morte, desolazione e saccheggio nei centri in cui transitavano. Questi, partiti da Trento il 12 novembre, trascorsero l’inverno lungo il Po e, giunti a Piacenza il 7 febbraio, si unirono alle truppe imperiali al comando del Conestabile di Borbone. Le milizie proseguirono quindi verso Bologna e giunsero a Santa Sofia il 16 aprile; intenzionati ad avanzare verso Roma lungo il Tevere, valicarono il Carnaio il giorno seguente e devastarono Bagno di Romagna. Il 18 aprile, infine, giunsero a Pieve S. Stefano e la cinsero d’assedio.
Il paese era governato in quel periodo da messer Antonio Castellani, podestà della Repubblica Fiorentina. Non è dato sapere quante truppe egli avesse a disposizione, ma le forze erano per certo enormemente diseguali: mille contro trentamila secondo quanto riportato dalle cronache del tempo. Ciononostante, gli abitanti tutti di Pieve decisero di combattere al fianco dei pochi soldati del presidio, risoluti piuttosto a morire che a incorrere nella medesima sorte dei paesi della Romagna.
L’assedio durò ben cinque giorni (18-23 aprile 1527) e per tre volte i Lanzi cercarono di conquistare il castello. Vista perduta ogni speranza di conquistare la Pieve, gli assedianti tolsero le tende il 23 aprile e si diressero verso Arezzo. Durante il loro passaggio misero a ferro e fuoco i territori di Sansepolcro, Montedoglio, Caprese (a cui bruciarono il castello, luogo natale di Michelangelo) e Montauto. Il 5 maggio, l’esercito imperiale giungeva presso le mura di Roma, che cadde in un sol dì.

“… chi il crederebbe, se non ce lo facessero certo gli storici più accreditati, che la terra di Pieve Santo Stefano, circondata con deboli fortificazioni, situata in posto svantaggioso, non molto popolata resistesse per cinque giorni agli assalti di questo esercito spinto dalla fame, avido della preda e disperato”.

Il popolo pievano, festante, decise che ogni anno si sarebbe disputato un Palio in onore della Madonna, che sicuramente aveva vegliato sul suo popolo fedele.
Ed ecco che, puntualmente, ogni anno dal 1978, l’ultimo venerdì d’agosto Pieve cambia aspetto e le sue piazze rivivono quel glorioso evento. Un Corteggio Storico, composto di cento figuranti in magnifici costumi rinascimentali, si snoda nel Corso e giunge in Piazza S. Stefano; qui, nel durante la serata, si assiste al sorteggio degli abbinamenti delle squadre che disputeranno il “Palio dei Lumi”.

Il torneo di Calcio in Costume vede affrontarsi i quattro rioni storici del Paese (Ponte Nuovo, Ponte Vecchio, Rialto, Centro Paese) in due semifinali, tradizionalmente disputate l’ultima domenica di agosto presso il Campo dei Lumi; i calcianti delle due squadre vincenti si danno quindi battaglia l’ottavo giorno di settembre, quando il Paese tutto, in festa, accorre per omaggiare i vincitori della medaglia in palio. Massimo onore è riservato al rione che per primo riesce a collezionare tre medaglie: questo si aggiudica infatti l’ambito Palio dedicato alla Madonna dei Lumi.

L’edizione 2017 vedrà i quattro rioni contendersi la quarantesima medaglia, valida per l’assegnazione del nono Palio in onore della Madonna.
I primi appuntamenti sono fissati per venerdì 25 agosto, quando Piazza Santo Stefano farà da suggestivo scenario alla sfilata del Corteo Storico e alla lettura del bando di sfida, e per domenica 27 agosto, con le semifinali del Calcio in Costume. Atto finale venerdì 8 settembre, quando verrà decretato il vincitore della quarantesima edizione del “Palio de li Lumi”.

(Bibliografia: Giovanni Sacchi, “Compendiosa descrizione istorica della terra di Pieve S. Stefano”)

Palio dei Lumi tit

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1978